Da Hollywood alle piattaforme: la fuga dei registi

Che le serie stiano vivendo un momento estremamente felice, questo non può essere messo in discussione da nessuno.

Giusto per citare alcuni elementi a riprova di questa affermazione, basterebbe elencare il numero di registi famosi di Hollywood (Woody Allen e Martin Scorsese, per non citarne che un paio), che fanno a gara per lavorare anche a delle serie televisive, anziché solo per il cinema.

Per non parlare, poi, delle piattaforme online e non solo che sfornano serie TV su serie TV: in origine fu Netflix, ma poi arrivarono anche le altre, come Amazon Prime Video, Now TV, Chili, Hulu, … ma anche RaiPlay, La7, Mediaset Play e Mediaset Infinity, Dplay, e così via.

Le origini del format seriale odierno

Le serie TV, come le conosciamo oggi, sono nate da un’intuizione di tanti anni fa del genio di David Lynch: correva il 1990, quando i televisori, americani prima ed europei poi, trasmettevano Twin Peaks. A quel format si sarebbero, poi, ispirati i registi, i produttori e quelli che oggi vengono chiamati show runner, per dare vita a decine, a centinaia di serie.

Alcune di queste hanno tenuto e tengono incollati allo schermo (di televisore, di computer o di smartphone, poco importa) milioni e milioni di persone in tutto il mondo, fanno scorrere km di inchiostro su giornali e riviste specializzate e, soprattutto, generano dibattitti infiniti sui social e sui blog.

Altre hanno avuto e avranno un successo sicuramente minore, ma tutte quante partecipano di questo fenomeno mondiale, che, volenti o nolenti, riguarda moltissimi di noi.

Le serie del periodo televisivo

A voler essere onesti, non si può non citare una serie che, anche se precedente all’impostazione lynchiana della serialità, ha segnato un’epoca, quella della TV, per approdare anche in anni più recenti al cinema: parliamo di Star Trek, andata in onda originariamente dal 1960 al 1969, ma proposta e riproposta abbondantemente nei decenni successivi, anche con spin off sul grande schermo.

Esce, forse, dal seminato strettamente cinematografico, ma rimane un imprescindibile in qualsiasi lista: I Simpson hanno debuttato nel 1989, ma non hanno ancora smesso di entrare nelle case di telespettatori, molto spesso con riferimenti alla cronaca e alla politica degli Stati Uniti

La TV “vecchia maniera” era nota anche per le sit-com, di produzione americana: tantissime ne sono state mandate in onda negli anni Ottanta, Novanta e Duemila: da Happy Days (ambientato a Milwaukee negli anni Cinquanta – Sessanta) a Friends (1994 – 2004), dove si racconta di un gruppo di sei amici trentenni e delle loro esilaranti storie, tutte tra due appartamenti e un Coffe Bar.

Le serie televisive più recenti

Per quel che riguarda l’ultima generazione di film seriali per la TV, il riferimento principe è senza dubbio quello di Game of Thrones – Il Trono di Spade, di cui tutti sono in attesa di conoscere i risvolti finali nell’ottava serie (prevista per la primavera 2019).

Dal 2008 al 2013, sono andate in onda le serie di Breaking Bad, il racconto della scelta di un insegnante di chimica, cui è stato diagnosticato un tumore in fase terminale, di produrre meta anfetamine per assicurare una solidità finanziaria alla sua famiglia: quando si dice crisi economica e sociale!

A cavallo tra le due epoche delle serie TV si collocano I Soprano, andati in onda tra il 1999 e il 2007, che raccontano la vita di un padre di famiglia, con un figlio ribelle e tutto il resto e con un lavoro da … capo mafia!

Da un punto di vista temporale, subito dopo I Soprano si può collocare Dexter (2006 – 2013), serie che parla di come un ematologo della Scientifica di Miami si dedichi a fare il serial killer di coloro che sono sfuggiti alle mani della giustizia.

Molto più recente (la prima puntata è andata in onda nel 2010, mentre la nona serie è in programmazione attualmente) è The Walking Dead: il racconto di come un gruppo di sopravvissuti ad un devastante virus, che ha colpito la terra, cerchi invano di recuperare la normalità della vita. L’impresa è resa particolarmente difficile dalle centinaia di zombie contro cui devono scontrarsi ogni giorno.

Quale modalità di fruizione per le serie TV?

Per concludere, una riflessione sulle serie TV e sulle nuove modalità di visione.

Il mercato delle serie TV si sta muovendo nel senso dell’on demand e questo è un fatto. Da qui, poi, prendono origine fenomeni esclusivi dell’epoca recentissima, come quelli del binge watching, ovvero l’attività che consiste nel guardare una serie televisiva tutta d’un fiato.

Questo è possibile solo per le serie uscite già da tempo e dei cui episodi si abbia la totale disponibilità oppure per le quelle più recenti, ma che sono rilasciate tutte in un momento unico (e non con cadenza settimanale, come accade invece per la maggior parte).

Da quando, infatti, sono apparse sul mercato tecnologie come 4K, HDR, multicanalità, pausa in diretta, streaming e on demand, le serie TV non si guardano più, ma si scaricano.

Le scelte principali spettano al telespettatore: cosa guardare, innanzitutto, (cosa poi non tanto scontata, fino a pochi anni fa); quando guardare; dove guardare (grazie alle opportunità offerte dallo streaming in mobilità, su smartphone, tablet e pc); con che frequenza guardare (una puntata alla volta, due, tre o quattro a serata o tutte durante un weekend?).

Stop ai palinsesti rigidi, insomma, e via libera a quelli fluidi, liquidi per utilizzare un concetto caro a Z. Bauman.